Eleganza senza tempo

Oggi vi porterò a conoscere la casa di amici di famiglia, persone a me molto care, alle quali sono legata da un sincero rapporto dalla più tenera età. Una fantastica villa in campagna, a due passi dal centro abitato, circondata da un enorme giardino ed ettari di terra.

Siamo nel giardino della casa.

Da notare l’antica vasca-lavatoio in pietra o “pila” in dialetto siciliano, risalente agli inizi del secolo scorso che veniva usata per lavare i panni

Suono il campanello e mi accoglie la padrona di casa, una donna molto carismatica, sempre al massimo dello sprint e con un grosso sorriso sulle labbra. Ci salutiamo con affetto e confidenza e io mi accingo ad entrare con “nonchalance”, visto che conosco questi ambienti da quando ero bambina. Ci raggiunge la mia carissima amica, figlia della proprietaria, e facciamo due chiacchiere gustando un buon caffè. Adesso però voglio mostrarvi la casa, venite con me.

Siamo all’ingresso. Questa sala è un’anticipazione che stabilisce il tono delle scenografiche soluzioni degli altri ambienti. A destra scala di marmo con ringhiera in ferro battuto; tavolo primi ‘900 che in dialetto siciliano veniva chiamato “mienzu tunnu“, per la sua forma da mezzo tavolo rotondo; sul tavolo lampada Campostrini e vaso cinese; stampe e fotografie antiche alle pareti; stupenda cappelliera Thonet primi ‘900.

Ingresso visto da varie prospettive

Passiamo sotto l’arco. Guardate che incantevole effetto crea il verde-acqua dei pavimenti che si riflette sui soffitti e viene ripreso dalle tende.

Tavolo in rattan con piano in vetro e sedie imbottite con tessuto a fiori.

La saletta sembra evocare  le tipiche atmosfere delle case inglesi, dove indiscusso protagonista era il tè delle cinque

La  Cristalliera nera stile neo-classico con decori dipinti a mano, le mensole in vetro nella nicchia, la gatta Nina che dorme sorniona sulla sedia, le bottiglie verde-acqua (regalo di nozze della nonna), il tutto concorre a dar vita ad uno stile romantico di altri tempi.


 

Oltre la porta aperta si intravvede uno scorcio del passaggio alla zona notte

Madia anni 80 acquistata nel mobilicifio Di Martino, (appartenuto ai miei suoceri). Alle pareti locandine teatrali “Art nouveau” di Alfons Mucha, ultimo decennio del ‘800, acquistate a Praga.

 

Adoro questa finestra che si affaccia sul living, che contribuisce a dare carattere all’abitazione, insieme alla libreria incassata nella nicchia e la stupenda lampada a fungo anni 70.

 

E’ qui che si trascorre gran parte della giornata, zona relax e zona pranzo in unico ambiente. E’ qui che si chiacchiera di gusto seduti intorno ad una buona tavola, è qui che si assapora un libro e ci si rilassa sdraiati sul divano a guardare la tv.

Comò arte povera ‘800 perfettamente incorniciato da una natura morta; ad angolo una stupenda poltrona in vimini, abbellita da cuscini orientaleggianti, il tutto completato da un bongo (strumento delle tribù africane) che sembra essere lì di passaggio, quasi lasciato per caso, eppure dà il tocco finale.

Ma andiamo a completare il nostro tour entrando nel salotto di rappresentanza della dimora.

E’ qui che prende vita il senso teatrale della padrona di casa che qui custodisce la sua collezione di mobili di antiquariato e oggetti ricercati; è qui che esplode in tutto il suo splendore l’abitazione e si incontra l’opulenza di oggetti di varie epoche e stili. Un ambiente curato nei dettagli: i divani avorio (Mastro Raphael) e il bianco dei pavimenti e delle pareti a contrasto con i mobili d’epoca in legno scuro danno un’impronta sofisticata e chic, rendendo questo luogo uno spazio senza tempo, candido, elegante, quasi surreale.

Il Tavolo ovale del 1860 apparteneva alla bisnonna; sul tavolo un grammofono primi ‘900 e cornici con foto di famiglia.

La stanza è invasa dalla luce, grazie alle tipiche finestre inglesi. Poltroncine e  tavolini stile liberty sotto le finestre; pianoforte anni 90; tende di lino grezzo ricamate a mano al 500, il vero sfilato siciliano. Un’elegante vetrina dove lo sguardo non sa dove posarsi.

Cassapanca fine 800/primi 900 (usata in passato per custodire il corredo che si dava in dote alle figlie che prendevano marito); il grande specchio ingentilisce il mobile e dona luce alla sala.

Ancora qualche dettaglio

Antica Macchina da cucire Singer trasformata in consolle con aggiunta di un piano in marmo, teste di moro di Caltagirone; credenzina anni ’20, quadro Jano Lauretta, bambola anni’ 50;  carrello ovale in ottone anni ’80.

Si è fatto tardi, mi congedo salutando le mie amiche e ringraziandole per avermi concesso questa mattinata in loro compagnia. Soprattutto le ringrazio per avermi dato la possibilità di condividere con voi attimi di spensieratezza e gioia per gli occhi, scoprendo quale bellezza può nascondersi dentro una casa, che tra tessuti, marmi, quadri e oggetti pregiati, diventa un esclusivo concept di eleganza e raffinatezza.

 

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