Manifesti pubblicitari e réclame del passato

Ricordate gli antichi manifesti pubblicitari? Lo sapevate che negli ultimi anni, in Italia, hanno acquisito popolarità in termini di mercato, come era accaduto già in Nazioni come la Francia e gli Stati Uniti?

Proprio per riportare all’attenzione e non dimenticare una delle espressioni artistiche più importanti del nostro Novecento, è stata indetta una mostra dedicata alla storia della pubblicità in Italia, inaugurata il 7 Settembre e che rimarrà aperta fino al 10 Dicembre, presso la Fondazione Magnani – Rocca, nella “Villa dei capolavori” a Mamiano di Traversetolo  presso Parma.

L’obiettivo della mostra è quello di raccontare la nascita della pubblicità in Italia, attraverso 200 opere dalla fine dell’ottocento all’era di Carosello.  Si tratta di un excursus della pubblicità, dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto alla locandina, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

Qual è allora il valore di questi manifesti?

I manifesti più importanti, belli e rari sono molto ricercati, lo dimostra Aste Bolaffi di Torino, che ha deciso di includerli nelle loro aste pubbliche di Arti del Novecento, dimostrando che questo settore è degno di rappresentatività alla stessa stregua delle altre espressioni artistiche come la pittura e la scultura di quell’epoca. Le firme più ambìte sono quelle di risonanza internazionale, come Cappiello, Dudovich, Metlicovitz, Hohlwein e tra i temi, oltre il pubblicitario del marchio industriale, quello del turismo legato alle località più celebri. Si tratta di pezzi che, in base allo stato di conservazione, possono andare da 1.000 euro fino a oltre 10.000 euro. E poi ci sono manifesti acquistabili con un esborso limitato come ad esempio quelli dagli anni settanta in poi, valutati nell’ordine delle centinaia di euro. Il valore è determinato soprattutto dalla rarità dei manifesti: non esiste traccia documentale delle quantità stampate, ma un gallerista specializzato può fornire un’idea di quanto sia raro un determinato esemplare in base all’osservazione del mercato.

Vediamo alcuni manifesti tra i più quotati del mercato:

 

ASTE BOLAFFI Marcello Dudovich – Melle Confezioni per Signora, litografia del 1912 Off. G. Ricordi & C. Milano 2015 x 145 cm base d’asta 8mila euro venduto nel 2016 per 13.750 euro

 

ASTE BOLAFFI Federico Seneca – Coppa Perugina, litografia del 1924, off. Litogr. Cav. Gino Borrani, Firenze, 140×100 cm, base d’asta 3mila euro venduto nel 2016 per 12.500 euro

 

SWANN GALLERIES Giovanni Pintori – Olivetti Lettera 22, 1952 venduto nel 2017 per 813 euro

 

SWANN GALLERIES Franz Lenhard – Dolomiti / Cortina intorno al 1930 venduto nel 2017 per 5mila dollari

 

L’IMAGE Roberto Aloi Crodo 1958 139,5×199 cm prezzo 3.500 euro

 

L’IMAGE Yean d’Ylen Marsala Florio 1922 138×188 cm (in cornice) prezzo 9.500 euro

E adesso altri manifesti scelti da me tra i miei preferiti, riferiti soprattutto ai marchi più celebri che hanno fatto la storia della réclame italiana.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fonti testo e immagini: Il sole 24Ore Arteconomy24

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