Un luogo chiamato “Serenità”

Stiamo percorrendo in auto una stradina sterrata, nel bel mezzo delle campagne dei monti Iblei, il Val di Noto. Lo spettacolo che si apre intorno a noi toglie quasi il respiro, la natura irrompe con tutta la sua bellezza, una bellezza  incontaminata: antichi casali, carrubbi e ulivi secolari, mandorli, muretti a secco, rara fauna selvatica, fitta vegetazione con frutti e bacche, erbe officinali e corsi d’acqua a fondo valle.  Stiamo per raggiungere  il B&B Serenità, un luogo incantato dove il tempo sembra essersi fermato e in cui si respira una quiete quasi bucolica.

Di fronte a noi si estende un antico casale ristrutturato, che conserva ancora la tipicità di un tempo; ad  attenderci sul grande patio, Graem e Fiona, i proprietari. Dalla nostra chiacchierata scopro che hanno origini scozzesi e che hanno girato il mondo per lavoro, dunque  la domanda nasce spontanea: – Perché due scozzesi che hanno visto le bellezze del mondo, decidono di stabilirsi in Sicilia? – Loro mi guardano straniti e in un batter di ciglia mi rendo conto che anche la risposta nasce spontanea, basta guardarsi intorno.

Un B&B luxury dove “accoglienza”, “relax” e “natura” sono le parole d’ordine. Qui potremo trascorrere momenti magici all’insegna del benessere fisico e spirituale, godendo dei vari angoli wellness, della stupenda piscina, degli spazi all’aperto come il grande patio e la cucina super attrezzata, ma soprattutto potremo ammirare lo stupendo scenario che si apre dinnanzi a noi. All’interno invece, troviamo spazi comuni come il grande salone, la sala relax, la cucina, 5 bagni, 5 camere da letto, tra cui una suite con bagno privato.

La scelta di stile che contraddistingue la casa rispecchia perfettamente la vita dei proprietari: un design orientaleggiante, in cui sono mixati  arredi, oggetti e dettagli di culture e mondi molto lontani.  Palcoscenico di una raccolta di oggetti esotici che ci avvolge in un magnetico mistero, in cui padroneggiano esempi di cultura indonesiana, balinese, uzbeka, cinese e ovviamente siciliana, frutto del bagaglio culturale e folkloristico che Graem e Fiona si sono portati dietro.

ENTRIAMO IN CASA

I muri spessi, le pareti in pietra originale, così come anche le finestre originali, offrono quel tocco tipico delle case rurali di una volta, completato in maniera sublime dalla scelta dei pavimenti in pietra pece. La pietra pece, detta anche roccia asfaltica, è stata utilizzata per secoli  dagli artigiani siciliani come pietra da taglio oltre che per ornare, ricoprire e pavimentare. Questo tipo di pietra è unica  per la variazione cromatica che la caratterizza, infatti  può assumere varie gradazioni, dal marrone al quasi nero, mentre la contemporanea presenza di fossili e di venature la valorizzano ancora di più, definendola in maniera inequivocabile e rendendola la scelta vincente per questo ambiente grezzo.

LA SALA RELAX

In questo bellissimo ambiente spiccano le travi a vista sul soffitto, i divani in pelle, la porta in legno intarsiato e il tavolino realizzato con la lettiga che viene posta sul dorso degli elefanti (Howdah), per permettere il trasporto di passeggeri; da notare il soppalco, al quale si accede da una camera da letto.

IL GRANDE SALONE

Nel grande salone, sono custoditi pezzi unici provenienti da svariate parti del mondo: tavolo e sedie tailandesi, arazzo del Kazakistan, cassapanca cinese, panca proveniente dall’India, separè tailandese, poltrone siciliane. Nella foto sotto, possiamo notare il Gong che arriva dalla Tailandia e ai due lati, degli utensili usati per tagliare il tabacco, provenienti dalla Cambogia.

LA CUCINA E L’ANGOLO COLAZIONE

ALCUNE CAMERE DA LETTO

In questa stanza: letto indonesiano, armadio proveniente dalla Malesia e le mangiatoie delle mucche diventate dei vani porta-oggetti.

LA SUITE

BAGNI

DETTAGLI

ANDIAMO ALL’ESTERNO

Cucina esterna
Angolo relax
Doccia e sauna

E DULCIS IN FUNDO…LA KAZAK YURT

Ecco davanti a voi la kazak yurt, tipica abitazione della Mongolia, costituita da uno scheletro in legno e una copertura di tappeti di feltro di lana di pecora. Questo tipo di abitazione è appropriata a chi conduce una vita nomade, perché è facilmente smontabile, nonostante questo, però, più della metà dei Mongoli continua a vivere nelle Kazak yurt. Cosa ci fa una Kazak yurt tra le campagne di Noto? I proprietari hanno voluto realizzare questo angolo unico nel suo genere, per ricreare un’atmosfera unica durante il momento del massaggio. Infatti, all’interno si intravede il lettino da massaggio.

Credo che le foto non possano bastare per mostrarvi la bellezza di questo luogo, ma soprattutto la sensazione quasi mistica che riesce ad emanare. A questo punto, non mi resta che consigliarvi di trascorrere qualche giorno in questa oasi di Serenità e assaporare la quiete campestre che si respira tutt’intorno.

Ringrazio Graem e Fiona per avermi ospitato nella loro dimora e un grazie speciale a Evelyn che mi ha fatto scoprire questo luogo incantato.

Foto e testo: Maria Giamblanco

 

 

6 pensieri riguardo “Un luogo chiamato “Serenità”

  1. Posto incantevole! Grazie per avercelo fatto scoprire e averlo raccontato come meglio non si potrebbe! È sempre un immenso e ‘curioso’ piacere leggerti!

  2. voi readers: avete sentito pure voi l’odore di incenso mentre leggevate il post? ?
    Nel east della Sicilia succedono cose fuori contesto e mi ritengo fortunata di scoprirle per poi condividere con gli amici che sono in sintonia.

    La descrizione rende l’idea… l’ideale pero’ sarebbe tornare in estate per far un tuffo in piscina dopo il massaggio, chi viene?

    1. Io vengo di sicuro Evelyn, ci puoi contare. E comunque come ti ho ringraziato sul post, voglio farlo ancora, per avermi portato in questo suggestivo angolo di Sicilia e poi quella giornata è stata davvero carina in vostra compagnia…da ripetere.

  3. L’ Articolo è ben fatto come anche le foto . Si ha quasi la sensazione di essere lì e percepire fisicamente le magiche atmosfere di questa dimora dalle mille e una notte…
    Complimenti a Mara e ai proprietari Graem e Fiora.

    1. Che il post lasci percepire l’ atmosfera di quella dimora mi fa davvero molto piacere e poi detto da te ha ancora più valore, visto che quel giorno hai visto con i tuoi occhi tanta bellezza. Grazie Vincenzo

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